Discipline: Lo sci nautico

Le Discipline Classiche dello sci nautico sono: Slalom, Figure e Salto.
Le classiche si praticano con uno o due sci e le proprietà tecniche impongono motoscafi che creano minor onda possibile.
Qui il gesto tecnico è altamente rigoroso.

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SLALOM

slalom
L’atleta deve completare un percorso obbligato girando attorno a 6 boe posizionate ciascuna in direzioni opposte così a formare una strada ad angoli alternati: la difficoltà e la tecnica crescono perché aumenta progressivamente la velocità fino a quella massima consentita, raggiunta la quale viene accorciata progressivamente la corda di traino.

INIZIAZIONE

Il primo obiettivo nella pratica delle discipline dello sci nautico è uscire dall’acqua, per i novizi con i doppi sci, per gli altri con il monosci, con l’intento, una volta fuori, di farsi trainare dal motoscafo nella posizione da sciatore.
L’attraversamento delle onde è il passo immediatamente successivo, quindi acquisire fluidità di movimento e stabilità necessari a eseguire le curve. Conquistare il ritmo di attraversamento e curva in sciata libera è il terzo step da raggiungere, propedeutico a quello che sarà poi lo slalom in campo.

PERFEZIONAMENTO

Si scia in campo. L’obiettivo è quello di acquisire le capacità necessarie a percorrere correttamente il percorso di slalom, vale a dire “chiudere” il campo boe a velocità sempre maggiori.

ALTO LIVELLO

L’atleta di alto livello che pratica lo slalom si trova a esercitare una disciplina il cui impegno è infinito: non si finisce mai di progredire.
L’obiettivo è quello di chiudere il campo a corda sempre più corta.

FIGURE

figure
Si tratta di una disciplina molto complessa: l’atleta deve realizzare in 20 secondi una serie continuata di evoluzioni, salti, rotazioni (=figure) rispettando rigorosamente le regole che ogni singolo gesto tecnico esige. La complessità di tale disciplina è data oltre che da un intransigente movimento atletico anche dalla necessaria concentrazione ad eseguire le figure in successione (=programma) all’interno di un arco temporale limitato (=20 “) e quindi il più velocemente possibile per realizzarne il maggior numero possibile.

INIZIAZIONE

Il primo obiettivo è uscire dall’acqua e a farsi trainare dal motoscafo. La complessità in questa fase risiede nel fatto che lo sci da figure è molto piccolo (poco più di 100 cm), e non ha deriva quindi è molto scivoloso e difficile da controllare.
Riuscire a controllare l’equilibrio e a muoversi attraversando le onde è il secondo step di questa fase. La capacità di realizzare le prime rotazioni è il traguardo di questa fase.

PERFEZIONAMENTO

L’atleta raggiunge la capacità di eseguire una serie di figure base in modo tecnicamente valido per riuscire a comporre ed eseguire un programma.
Le figure sono tante e di differenti livelli di difficoltà: il perfezionamento quindi riguarda una larga fascia di elementi variando in funzione del livello di preparazione tecnica e capacità del singolo atleta.

ALTO LIVELLO

l’atleta di alto livello deve perfezionare tricks molto complessi relativamente ai salti e alle rotazioni e perfezionare programmi sempre più complessi, per lo più con l’esecuzione di salti mortali.

SALTO

salto
E’ una disciplina altamente adrenalinica. L’atleta si lancia in velocità verso una rampa inclinata estremamente scivolosa per effettuare un salto ed atterrare sui due sci. Ovviamente l’obiettivo è la maggior lunghezza. E’ una disciplina che si pratica su due sci, molto lunghi per permettere una maggior planata durante la fase di volo.

INIZIAZIONE

Saper sciare molto bene sui doppi sci è la priorità e condizione indispensabile per essere in grado di approcciare la rampa nella posizione più equilibrata possibile. Il primo contatto sulla rampa è quel che si chiama “scavalco”, e indica che lo sciatore si avvicina passivamente alla rampa ed impara ad atterrare in posizione di equilibrio.

PERFEZIONAMENTO

L’atleta esegue veri e propri salti approcciando alla rampa non più passivamente ma alimentando la velocità attraverso un taglio verso l’esterno della scia tale da arrivare con maggior spinta ed effettuare il passaggio sul trampolino con il dinamismo necessario a planare. Alla fine dell’attraversamento sulla rampa il gesto tecnico impone uno scatto per dare maggior spinta alla planata ed atterrare il più lontano possibile.

ALTO LIVELLO

Gli atleti di alto livello approcciano alla rampa con velocità veramente molto alte, soprattutto perché attraverso dei “tagli”, cioè con un andamento a zig zag lungo la scia del motoscafo aumentano fino a raddoppiare la propria velocità. Durante il passaggio sul trampolino, il saltatore è sottoposto ad una forza G che è dieci volte il peso del proprio corpo. Lo scatto eseguito nel giusto istante permette di raggiungere assieme al fattore velocità e peso, lunghezze considerevoli. E va aggiunto anche il fattore coraggio.